Educare in cucina

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L’educazione, in casa, passa anche dalla cucina? Ebbene sì!

La cucina può diventare un luogo importante per stare insieme in famiglia e per educare i bambini sotto svariati punti di vista.

I bambini dovrebbero essere coinvolti nelle attività culinarie il più presto possibile: per esempio, quando ancora stanno nel seggiolone, possono essere posizionati in cucina con noi adulti e possono osservarci mentre prepariamo i pasti. Allo stesso tempo, possono iniziare a giocare con gli alimenti, manipolarli, scoprirne il profumo e la consistenza, pasticciare, assaggiare, fare i famosi “travasi” da un contenitore all’altro con l’acqua o con la pastina, sentire i rumori che ci sono in cucina.

Successivamente, quando iniziano ad essere più autonomi (direi all’incirca verso i tre anni), possono iniziare a collaborare con l’adulto nella preparazione di semplici pasti.

Dal punto di vista pedagogico questa attività è fonte di importanti apprendimenti non così scontati, perché il bambino:

  • impara una buona varietà parole nuove legate al mondo degli alimenti;
  • può esercitarsi nella lettura, quando legge una ricetta;
  • impara a misurare, a contare e a pesare (quindi il concetto di quantità);
  • capisce che esistono un prima e un dopo (ad esempio prima l’impasto è crudo, poi se cuoce nel forno per un certo tempo diventa cotto), cause e conseguenze (cosa succede se metto troppo sale?), sequenze e procedure da rispettare;
  • esercita la propria manualità grossolana (ad esempio impastare) e fine (prendere un pizzico di sale con le dita).

Cucinare insieme diventa un’opportunità per il bambino di stare con i genitori, anziché aspettare che il pasto sia pronto e passare magari il tempo davanti alla tv o con lo smartphone in mano. Anche i genitori molto impegnati e che lavorano tutto il giorno possono sfruttare il momento della preparazione della cena per stare con i propri figli!

Non trascuriamo, inoltre, che dalla cucina passa anche l’educazione alimentare in senso stretto: i pasti cucinati in casa sono sicuramente più sani di quelli acquistati e fare merenda con la torta o i biscotti che abbiamo preparato con mamma e/o papà è un’ottima alternativa alle merendine confezionate. Come è ovvio, i genitori in quanto modelli ed esempio per i figli, devono essere i primi a scegliere un’alimentazione il più possibile sana.

Quando cucinano con la famiglia i bambini sperimentano un senso di responsabilità, si sentono “grandi”, utili e importanti per il nucleo famigliare.

Alcuni genitori possono essere frenati dalla paura che in cucina possano accadere incidenti domestici e, di conseguenza, coinvolgono poco i bambini nelle attività culinarie. Naturalmente bisogna fare attenzione ai pericoli (coltelli, fornelli,...) ma senza farsi frenare dalla paura, togliendo in questo modo al bambino importanti opportunità di sviluppo e di crescita. I principi pedagogici da applicare in cucina sono quelli che valgono in qualsiasi altro ambiente della casa e in qualsiasi ambito: niente panico, ansia o paura; regole chiare e semplici; guidare e coinvolgere; rinforzare i comportamenti positivi; proporre attività commisurate all’età del bambino e alle sue effettive capacità. E, non da ultimo… divertirsi!

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1 commenti

  • paola
    paola
    21 maggio 2017 14:19

    Bellissimo!!!!

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