Il cestino dei tesori

Come stimolare i sensi dei più piccoli

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La plastica, altamente inquinante, primeggia ahimè anche nelle camerette dei nostri bambini: infatti, la gran parte dei loro giocattoli sono fatti in plastica. Accattivanti, colorati, luminosi, magari anche tecnologici, ma pur sempre di plastica!

Sicuramente si tratta di un materiale resistente, ma non è adatta a stimolare i cinque sensi dei piccoli in quanto, tra un giocattolo in plastica ed un altro, non ci sono differenze di consistenza, sapore, odore.

Inoltre, le possibilità di manipolare un giocattolo industriale sono limitate, circoscritte, ripetitive e “fittizie” in quanto non permettono la conoscenza di un oggetto appartenente all’ambiente reale di vita. Per questi motivi bisogna cercare di offrire al bambino valide alternative, proponendogli oggetti di materiali differenti che possiamo facilmente reperire nelle nostre case (senza spendere e, magari, riciclando materiali).

Un’idea interessante è quella del “Cestino dei tesori” della pedagogista britannica Elinor Goldschmied. L’attività può essere proposta intorno ai 6 mesi d’età del bambino, quando dovrebbe essere in grado di stare seduto da solo.

Di che cosa si tratta?

L’idea è molto semplice da realizzare: basta prendere un cestino abbastanza ampio dai bordi sufficientemente bassi e riempirlo con un buon numero di oggetti di uso comune che siano di materiale e forma diversa, facendo attenzione che siano anche sicuri per l’utilizzo da parte di un bambino piccolo. Per esempio scatole e scatoline, nastri, conchiglie, spugne naturali, pezzetti di stoffa, spazzole, tagliabiscotti e qualsiasi oggetto troviamo in casa (di qualsiasi materiale che non sia però plastica, come dicevo all’inizio).

Quando si offre il cestino dei tesori al bambino, ci si accorgerà che il piccolo trascorrerà molto tempo a tirare fuori dal contenitore un oggetto alla volta per esplorarlo, manipolarlo, assaggiarlo con interesse, curiosità e stupore.

Qual è il ruolo dell’adulto?

L’adulto dovrebbe limitarsi ad osservare senza intervenire e senza proporre al bambino un oggetto specifico. Il piccolo deve essere lasciato libero di scegliere ciò che lo interessa in quel momento e di esplorare in totale autonomia, senza imposizioni da parte dell’adulto.

Il bambino sta sviluppando e affinando sia tutti i suoi sensi, sia le proprie abilità manipolative, sia la sua intelligenza. Teniamo quindi d’occhio che l’attività sia svolta in sicurezza ma, come affermava Maria Montessori, “mai aiutare un bambino mentre sta svolgendo un compito nel quale sente di poter avere successo” e, ancora, “il più grande segno di successo per un insegnante è poter dire: i bambini stanno lavorando come se io non esistessi”.

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