Vita a casa

  • Tecnologia e bambini

    Alzi la mano chi, per tenere buono il proprio bambino, gli mette in mano un cellulare o un tablet? Quanti accendono la televisione per tenere occupato il piccolo? Pur comprendendo le difficoltà dei genitori, che magari per stanchezza cedono alla tentazione e la richiamo degli schermi tecnologici (che sanno essere ottimi baby-sitter), non si possono chiudere gli occhi sugli effetti dannosi che questi possono avere sui bambini.

  • Verità o bugia?

    Uno degli aspetti della genitorialità che possono mettere parecchio in difficoltà padri e madri è il fatto di dire (o meno) la verità ai propri bambini. In particolar modo questo accade quando ci si trova in una situazione difficile o problematica, quale può essere ad esempio un lutto, una separazione, una malattia, una disabilità. I genitori si trovano nel dubbio: posso coinvolgere il bambino oppure è meglio tenerlo all’oscuro della questione? E se si sceglie di raccontare l’evento negativo al bambino, come fare? Essere il più possibile sinceri o “edulcorare” il discorso?

  • Crescere ottimisti

    Il bambino ottimista non è quello che vive in un mondo fantastico e magico senza legame con la realtà e totalmente inconsapevole delle difficoltà e dei problemi. Il bambino ottimista, al contrario, manifesta un atteggiamento saggio e razionale nei confronti della vita, è curioso, sa vedere le difficoltà come ad un incidente di percorso temporaneo e non come qualcosa che pervade tutti gli altri aspetti della vita.

  • Identikit del genitore iperprotettivo

    Il compito dei genitori è molto chiaro: educare i bambini e accompagnarli nel diventare persone progressivamente autonome e indipendenti, in grado di affrontare la vita con tutti i suoi ostacoli e difficoltà. Al contrario spianare la strada, anticipare i bisogni, proteggere il figlio da qualsiasi frustrazione e difficoltà, risolvere i problemi al loro posto significa essere un genitore iperprotettivo. Nella mia esperienza mi accorgo che sono molte le forme di iperprotettivismo, ma non sempre gli adulti se ne rendono conto e spesso credono di agire in buona fede.

  • Il bambino deve (anche) saper giocare da solo

    Giocare, attività di primaria importanza per lo sviluppo dei bambini, deve essere nella maggior parte dei casi libero. Che cosa significa? Vuol dire intervenire il meno possibile quando i bambini giocano, evitare di dirigere l’attività secondo la nostra prospettiva di adulti, lasciare ai piccoli la libertà di pensare, inventare, creare, gestire in autonomia il proprio momento ludico.

  • Sette note per crescere

    Pochi genitori valutano per i propri bambini la musica e ci sono parecchi pregiudizi al riguardo. Per esempio, si tende ad identificare la musica esclusivamente con il dover per forza imparare a suonare uno strumento, con l’essere particolarmente intonati, con l’andare al Conservatorio, con l’essere dotati per natura di un talento spiccato. La musica non è solo questo, ma è molto di più.