Facciamo ordine!

La massaia cura l’ordine della casa come sorgente di tranquillità domestica, l’educatrice produce ordine e insegnerà a produrlo per far nascere nel bambino una salutare abitudine alla vita ordinata.

Chi non sa che l’ordine materiale apre sovente la via all’ordine morale?

R. Agazzi

Queste parole, che a prima lettura potrebbero suonare un po’ “antiquate”, sono scritte in un un vecchio manuale che risale agli anni 1929-1930: la “Guida per le educatrici dell’infanzia” scritta da Rosa Agazzi, pedagogista ed educatrice molto conosciuta a Brescia (ricordiamo la scuola materna di Mompiano fondata nel 1896 dalle sorelle Rosa e Carolina Agazzi). Parole “antiquate” ma che possono darci un utile insegnamento per i nostri bambini di oggi (e perché no, anche a noi adulti): l’ordine è una sana abitudine!

Ai bambini piace l’ordine e ne traggono beneficio: l’ordine esterno favorisce l’ordine interno perché in un ambiente ordinato si sta meglio, si apprende con più piacere, si sta più concentrati. Quindi, è necessario che l’adulto favorisca l’ordine della casa e in particolare della cameretta, ma in che modo?

Possiamo ricavare alcuni semplici ma efficaci suggerimenti dal lavoro di un’altra importante figura, Maria Montessori, la quale sosteneva che l’adulto deve fare in modo che l’ambiente del bambino sia attraente, adatto al suo livello di sviluppo e ai suoi interessi. Ogni oggetto deve avere uno scopo preciso, quindi ciò che non serve deve essere tolto. Come possiamo concretizzare queste idee?

Ridurre la quantità di cose

I nostri bambini hanno in genere tantissimi giocattoli, troppi, molto restano inutilizzati (e fanno polvere oltre che disordine): proviamo a diminuirne la mole, eliminiamo ciò che è rotto e non funziona più, mettiamo temporaneamente da parte i giocattoli che non sono adatti all’età attuale del bambino o che al momento non attirano il suo interesse.

Un posto per ogni cosa

Una volta selezionati i giocattoli adatti al bambino e quelli che gli interessano, poniamoli in un posto preciso, fisso e che sia facilmente raggiungibile da lui (in modo da favorire l’autonomia nel prendere e mettere a posto quel che vuole utilizzare).

Meglio evitare i grandi scatoloni pieni di giocattoli mescolati alla rinfusa (che tutti conosciamo!): il bambino lo rovescia e poi, ovviamente, chi ha voglia di sistemare? Sono preferibili scatole piccole, magari trasparenti per vederne il contenuto, divise per “tema”: la scatola con le macchinine, la scatole con ciò che serve per disegnare,... Possiamo anche mettere un contrassegno su ogni scatola in modo da facilitare il bambino nel riconoscere e nel trovare quello che sta cercando, senza ogni volta chiedere il nostro aiuto.

Dare l’esempio

Ovviamente, l’adulto per primo deve essere ordinato e mostrare al bambino come si fa a mettere (e a tenere) la cameretta a posto. Poi, a partire dai 2 anni, possiamo iniziare a chiedergli di aiutarci!

Calma, pazienza, cura

Come in ogni azione educativa, armiamoci di calma e di pazienza. Se riusciamo con il tempo a educare il bambino ad avere cura delle cose e dell’ambiente, molto probabilmente il riordino diventerà per lui una normale abitudine e vedere la cameretta in disordine... sarà solo una rara eccezione!

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